Intolleranza al lattosio, prodotti naturali, farmaci
Lo Studio

Intolleranza al lattosio

Si definisce intolleranza al lattosio, o più correttamente, maldigestione di lattosio, una malattia caratterizzata da disturbi gastroenterici che insorgono dopo l'ingestione di alimenti contenenti questo zucchero, generata dalla mancata produzione da parte delle cellule intestinali del duodeno dell'enzima lattasi deputato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio che sotto questa forma possono essere assorbiti. Non si tratta, come alle volte discorsivamente si può riferire, di un'allergia: le eventuali allergie al latte sono infatti sostenute da particolari proteine contenute nello stesso.

L'introduzione del latte di altre specie nell'alimentazione umana è un fatto piuttosto recente: dalla comparsa dell'Homo sapiens sapiens circa 200 000 anni fa la capacità di digerire, da adulti, il lattosio contenuto nel latte è da riferirsi a una mutazione genetica occorsa nell'uomo europeo in un periodo non posteriore agli ultimi 7 000 anni[2]. Detta mutazione concerne la sintesi e la persistenza in età adulta dell'enzima lattasi, indispensabile alla digestione (idrolisi) del disaccaride in zuccheri semplici e quindi all'utilizzo dello zucchero del latte o lattosio da parte del nostro organismo. La distribuzione nella popolazione umana di questa mutazione non è omogenea ma varia considerevolmente per individuo ed etnia.

La rivoluzione negli usi e nella cultura occorsa durante l'epoca neolitica avrebbe favorito la selezione naturale umana, amplificando la presenza di individui così mutati nelle civiltà a cultura dedita all'allevamento e alla pastorizia, prima in vicino e Medio Oriente e successivamente nel resto di Europa e Africa.

L’enzima deputato alla digestione del lattosio, ovvero che ne catalizza la degradazione, è la lattasi e viene solitamente prodotto dai mammiferi nei primi stadi di vita per poi non comparire più negli individui adulti. La sintesi può tuttavia continuare anche durante fasi più o meno lunghe della vita adulta e si stima che il 30% degli esseri umani adulti conservi la capacità di digerire il lattosio. Gli individui discendenti da popolazioni che per migliaia di anni hanno allevato bestiame, basando la loro alimentazione su prodotti caseari, hanno acquisito la capacità di digerire il lattosio anche in età adulta.

Le persone che soffrono di intolleranza al lattosio invece non producono più, in genere da adulti, l’enzima necessario alla digestione dello zucchero del latte, il lattosio: questa assenza di enzimi provoca la mancata digestione del lattosio nello stomaco che giunge quindi indigerito nell’intestino crasso dove viene qui scisso e digerito dai batteri intestinali.

La permanenza del lattosio nell'intestino ne determina l'utilizzo da parte del microbiota umano che ne provoca la fermentazione (da questo processo si ha una grande produzione di gas e acidi organici) ed essendo il lattosio una sostanza osmoticamente attiva, richiama nel colon acqua e sodio impedendo la formazione delle feci solide. L'intolleranza al lattosio si manifesta, quindi, con flatulenza, meteorismo, crampi addominali, diarrea e dimagrimento. In caso di difformità intestinali i sintomi possono trarre in inganno e oltre alla flatulenza, meteorismo e crampi addominali si possono avere diarrea e stitichezza alternati e un forte aumento delle dimensioni del ventre.

La diagnosi è possibile con il test del respiro (breath test secondo la dizione inglese), con la biopsia duodenale ed attraverso uno specifico esame del sangue.

Esiste una forma "transitoria" di intolleranza al lattosio, particolarmente frequente in età pediatrica. In questi casi, una causa primitiva (per esempio una gastroenterite infettiva) può provocare un deficit temporaneo di lattasi. Per questo motivo è buona norma, in pediatria, evitare di somministrare latte nel primo giorno di una gastroenterite in quanto essendoci un deficit di lattasi il lattosio non digerito può peggiorare la diarrea. La terapia è alimentare e prevede la riduzione oppure l'esclusione totale dalla dieta dei cibi contenenti il lattosio (latte e derivati); principalmente latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte. Altri rischi possono presentarsi con l'assunzione di cibi come prosciutti cotti o insaccati dove il lattosio viene aggiunto come additivo al fine di mantenere una giusta morbidezza delle carni. Anche altri alimenti come i cibi precotti, alcuni tipi di pane in cassetta e molti farmaci possono contenere lattosio.

Esistono comunque prodotti trattati quasi privi di lattosio, in particolare il latte ad alta digeribilità. Oltre a questo in farmacia si possono trovare delle pastiglie contenenti enzimi, in modo tale che la persona soggetta a questa intolleranza possa assume il lattosio senza problemi.

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